Diario di AntiMap Festival

21 Dicembre – Diario di AntiMap Festival

21 Dicembre – Diario di AntiMap Festival
testi di Cristina Gervasi e foto di Rebecca Stella

La seconda parte del Festival riprende con l’inaugurazione della Mostra Overlapping Discrete Boundaries | Asia: installazioni, mappe e video di Alessandro Carboni. L’appuntamento è alle 18 al Centro Culturale il Ghetto, la mostra rimane aperta tutta la giornata di sabato, in concomitanza con gli altri eventi del festival. In questa occasione Alessandro Carboni, dopo 5 anni di lavoro, presenta a Cagliari in prima assoluta una mostra che racconta la ricerca che indaga in chiave disciplinare le trasformazioni urbane di Hong Kong, Singapore, Kuala Lumpur, Taipei, Hanoi, Ho Chi Min City. Una riflessione sui cambiamenti globali della nostra società attraverso uno studio sul corpo e le sue trasformazioni antropologiche e socio culturali nello spazio urbano. Alessandro guida i visitatori alla scoperta del significato di quanto esposto: la rappresentazione del KaiTar River di Hong Kong, fiume urbano che attraversa la città, con i suoi suoni affascinanti riprodotti in sala da piccole casse, due teche in cui su un vetro trasparente si possono leggere le mappe di viaggio delle città esplorate, una video installazione che racconta i momenti salienti di questo viaggio e sullo sfondo lo skyline della città.

Alle ore 22 al Muzak Club è stato trasmesso il film Doble Forza del collettivo Ogino Knauss. A seguire Lorenzo Tripodi, membro del collettivo, ha spiegato il film e ha dialogato con il pubblico. Il film è ambientato nella città di Alamar, alla periferia di La Habana, a Cuba, negli anni Settanta, con l’utilizzo di rudimentali tecnologie prefabbricate ereditate dai sovietici. E’ stata realizzata grazie a squadre di autocostruzione composte da 32 cittadini: microbrigada. Oggi la città ha una popolazione di circa 100.000 abitanti e il film ne documenta la quotidianità, testimoiando vantaggi e svantaggi del processo partecipativo di costruzione. Realizzato in occasione della partecipazione del gruppo Ogino Knauss alla Biennale de La Habana nel 2006, il film documentario si sviluppa come riflessione conclusiva di un diario di viaggio durante il quale è stato raccolto moltissimo materiale: filmati, interviste, esplorazioni, sono stati proposti come live set durante una serata un video concerto e da lì è nato il film, costruito sulla colonna del live concerto fatto a Cuba. Il film ha partecipato a numerosi festival vincendone qualcuno, è molto interessante perché ci presenta in maniera semplice e chiara una Cuba diversa da quella che siamo abituati a vedere noi turisti e, attraverso il solo uso delle immagini, dice moltissime cose che restano sottintese ma che rimangono impresse in chi guarda. Il gruppo sta lavorando ad altri lavori su questo modello in città quali Mosca, Belgrado e Berlino e Lorenzo ce ne parlerà nella Conferenza di domani.

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